La guida principale di Venezia
I principali luoghi da visitare a Venezia
Partiamo da una considerazione: VENEZIA È UNICA ED INIMITABILE. La città è stata per 1100 anni la Capitale della Serenissima Repubblica di Venezia ed è, insieme alla sua Laguna, considerata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. Il 25 marzo del 421, secondo la tradizione, nasce Venezia. Edificata su 118 isolette collegate tra loro da 435 ponti e attraversata da 176 canali e fino dalle sue origini divisa in 6 quartieri chiamati “Sestieri”: San Marco, San Polo, Dorsoduro, Cannaregio, Castello, Santa Croce. In questa prima guida sono descritti i principali luoghi da visitare a Venezia. Si consiglia un minimo di 3 soggiorni per poterli vedere tutti.
Piazza San Marco
Uno dei luoghi più famosi al mondo. È l'unica piazza di Venezia, tutte le altre sono chiamate "Campi, Campielli o Corti". Chiamata anche “Il salotto d'Europa" o “Il salotto dei veneziani”, in questa piazza furono celebrate le più famose cerimonie politiche o religiose. È l’area più bassa di Venezia, di conseguenza la prima che si inonda con l’acqua alta. La piazza è composta da tre zone: - la “Piazza” propriamente detta, l’area è racchiusa fra le Procuratie (vecchie, nuove e nuovissime), la Basilica omonima e il Campanile. - la “Piazzetta San Marco” delimitata dall’accesso dell’area Marciana per chi proviene dal mare attraverso le colonne di San Marco e San Teodoro, fino ad arrivare a Palazzo Ducale e la Biblioteca. Rappresentava la porta d’accesso alla città da cui si poteva accedere ai due centri del potere, quello politico (Palazzo Ducale) e quello religioso (Basilica di San Marco). - la “Piazzetta dei Leoncini” situata a lato della Basilica e chiamata così per la presenza di due leoncini accovacciati. L’area è dedicata a Papa Giovanni XXIII.

Basilica di San Marco
Situata nell'omonima piazza è l'unione tra Oriente e Occidente, simbolo dell'arte Veneta e della Cristianità. Offre un mix di Architettura Gotica, Bizantina e Gotico Italiano. La prima chiesa dedicata a San Marco e fu costruita nell’820 per volere del Doge Giustiniano Partecipazio accanto al Palazzo Ducale per accogliere il corpo del Santo che, secondo la tradizione, due mercanti veneziani, Buono da Malamocco e Rustico da Torcello, avevano trafugato da Alessandria d’Egitto. Nell’832 venne consacrata con la proclamazione di San Marco come Patrono e Protettore della città, al posto del precedente San Teodoro (“San Todaro” per i Veneziani), onorato in Oriente. Nel 1063 sotto il doge Domenico Contarin fu demolita per lasciare il posto a quella attuale, ed edificata prendendo a modello due chiese di Costantinopoli, la Chiesa dei Dodici Apostoli e Santa Sofia. La Basilica era una Chiesa di Stato e non dipendeva dal Patriarca, che aveva la sua cattedra presso la Chiesa San Pietro nel Sestiere di Castello, il Doge stesso nominava un clero ducale guidato dal “Primicerio” (il primo canonico del Collegio della Basilica e reggente della cappella privata del Doge, della basilica, delle scuole Marciane e dei “Pievani” (la pieve, dal latino plebs, "popolo", fu una circoscrizione territoriale religiosa e civile facente capo ad una chiesa rurale con battistero, detta chiesa matrice, pievana. Nell'Alto Medioevo ad essa erano riservate le funzioni liturgiche più importanti per la comunità e da essa dipendevano le chiese e cappelle prive di battistero) ad essa collegate, costituenti una diocesi “nullius”, cioè non soggetta al potere di un metropolita ma dipendente dal Doge). L'amministrazione della Basilica era affidata a un'importante magistratura della Repubblica di Venezia, i Procuratori di San Marco, la cui sede erano le Procuratie. Tutti i lavori di costruzione e di restauro erano diretti dal proto (Ingegnere o Architetto scelto dai Procuratori per la direzione tecnica dei lavori, tra questi spiccano i nomi di Jacopo Sansovino e Baldassare Longhena). I Procuratori di San Marco e Proto esistono tutt’ora e svolgono per il Patriarcato gli stessi compiti di un tempo. Quindi da un punto di vista ecclesiastico la Chiesa Marciana era rappresentata dal Doge di Venezia, che aveva il titolo di "Capo della Chiesa di San Marco" e prerogative di Vescovo, sin dai tempi più antichi, non nominato dal Papa e con il diritto a nominare i Vescovi del Dogado. L’esterno è diviso in tre differenti registri: Piano inferiore, Terrazza e Cupole. Sviluppato in larghezza, poiché in una città come Venezia appoggiata su terreno sabbioso il peso risultava più equilibrato. La facciata principale è composta da più di 400 elementi e costituita da due ordini: il primo al pian terreno scandito da cinque grandi portali che conducono al “Nartece” (è uno spazio posto fra le navate e la facciata principale della Chiesa, e ha la funzione di un corto atrio, largo quanto la chiesa stessa); il secondo forma una terrazza percorribile con quattro arcate cieche più una centrale in cui si apre una loggia che ospita la “Quadriga” (i quattro famosi cavalli di bronzo dorato, che furono razziati dai Veneziani, durante la IV Crociata dall'Ippodromo di Costantinopoli, la capitale dell'Impero Romano d'Oriente e posti sopra il portale centrale della basilica). Delle molte quadrighe che ornavano gli archi trionfali dell'antichità, questa è l'unico esemplare al mondo rimasto. Dopo il lungo restauro cominciato nel 1977, i cavalli di San Marco sono conservati nel Museo di San Marco all'interno della Basilica, sostituiti sulla balconata da copie. L’interno della Basilica è a croce latina, con cinque cupole distribuite una al centro e una per ogni asse della croce, raccordate da arconi. Le navate, tre per braccio, sono divise da colonnati che confluiscono verso i massicci pilastri che sostengono le cupole; non sono realizzati come blocco unico di muratura ma articolati a loro volta come il modulo principale: quattro supporti ai vertici di un quadrato, settori di raccordo voltati e parte centrale con cupoletta. La navata maggiore si prolunga nel presbiterio separati tra loro da un’iconostasi (è una parete divisoria decorata con delle icone), decorata con le statue dei dodici Apostoli, capolavoro della scultura gotica di Jacobello e Pier Paolo delle Masegne. Nel Presbiterio erge l’altare maggiore e dietro di esso l’inestimabile Pala d’Oro, decorata da più di ottanta smalti e centinaia di pietre preziose, un tempo esibita solo in occasione delle maggiori festività religiose. Sotto l’altare, sostenuto da quattro colonne d’alabastro e marmo, riposa il corpo di San Marco Tra gli arredi della Basilica il “Ciborio” è il più visibile e inosservato. Sostenuto da quattro colonne completamente rivestite di sculture, è adornato da meravigliose lastre di marmo verde di Tessaglia. Spettacolari i mosaici che contornano esternamente ed internamente la Basilica con i loro colori caldi, soprattutto l’oro, sviluppando il tema della “Gloria della Chiesa”. La visita a questo monumento non è solo una preziosa occasione di approfondimento culturale, ma una vera e propria esperienza immersa nella bellezza che nutre lo spirito.

Campanile di San Marco
Il nostro "El Paron de Casa". Ubicato, isolato, nell'omonima piazza. Costruito inizialmente come torre di avvistamento e faro per le navi. Subì, negli anni, numerose ristrutturazioni dovute principalmente per i danni causati dai fulmini. Nel 1902 crollò completamente. I lavori di ricostruzione terminarono nel 1912 e il 25 aprile di quell'anno, in occasione della festa dei San Marco, venne inaugurato. È l’edificio più alto di Venezia con un’altezza di circa 99 m. Nel punto più alto vi è una statua segnavento rivestita d’oro dell’Arcangelo Gabriele. Vi sono inoltre 5 campane che abitano la “cella campanaria” in pietra bianca, ed erano utilizzate con differenti funzioni: la “Marangona (unica a salvarsi dopo il crollo del 1902), la più grande, i suoi rintocchi determinavano l’inizio o la fine della giornata lavorativa dei “Marangoni” dell’Arsenale (carpentieri); il “Malefico”, la più piccola, annunciava le condanne a morte; la “Nona”, suonava sempre alle nove; la “Trottiera”, radunava i membri del Maggior Consiglio nella Camera del Consiglio; la “Mezza Terza”, annunciava una sessione del Senato della Serenissima. Si può salire fino in cima con un ascensore, ed ammirare Venezia nel suo totale splendore.

Palazzo Ducale
Capolavoro dell'arte Gotica, ubicato nella “Piazzetta San Marco”, viene anche chiamato il Palazzo del Doge. È un altro simbolo del potere e dello splendore dell’antica città di Venezia, fu sede dei Dogi e della Magistratura Veneziana. Al suo interno ospita il museo più visitato di Venezia, il Museo Civico. L'ingresso al pubblico è la Porta del Frumento, chiamata così perché si trovava accanto all'ufficio delle Biade, di fronte al Bacino di San Marco.

Biblioteca Marciana
Meglio conosciuta come "Libreria San Marco". Ubicata nella piazzetta di San Marco, atrio della più conosciuta e grandiosa piazza San Marco, fu ideata dal Sansovino nel 1536, sotto la richiesta dell'allora Doge Andrea Gritti, per ospitare la raccolta libraria donata dal Cardinale greco Bessarione come ringraziamento alla città per averlo ospitato. La biblioteca conta oggi circa un milione di volumi di cui 13 mila manoscritti, ed è al servizio di tutti gli studiosi del mondo.

Torre dell'Orologio
La Torre dell'Orologio è anche detta anche la "Torre dei Mori", costruita nel 1499, in Arte Rinascimentale, da Mario Colucci. È una delle straordinarie bellezze di Piazza San Marco, si erge sulla bocca dell'Antica Merceria, la via commerciale di Venezia di cui era la porta d'ingresso (ora la via dello shopping di Venezia). Alla sommità della Torre si trova una terrazza sulla quale campeggia una campana, che viene battuta a martello allo scandire di ogni ora da due figure di bronzo scuro: "I Mori". Si tratta di due pastori, Il Moro barbuto è denominato il "vecchio" e il Moro "giovane". I Mori segnano le ore battendo la campana coi loro martelli (tanti rintocchi quante sono le ore), ma con una precisa modalità. Il Moro Vecchio batte l’ora due minuti prima dell'ora esatta, a rappresentare il tempo che è passato, mentre il Moro Giovane batte l'ora due minuti dopo per rappresentare il tempo che verrà. Scendendo con lo sguardo si nota il Leone Alato, stemma di Venezia e un terrazzino semicircolare, da dove ad ogni "Festa della Sensa" per una settimana sfilano i Re Maggi preceduti da un Angelo. Al di sotto del terrazzino si vede il grande Orologio Astronomico di Piazza San Marco, in oro e smalto blu. Di straordinaria complessità è il sistema delle indicazioni astronomiche, basato su sistema geocentrico. L'orologio indica lo scorrere delle stagioni, le fasi lunari, le ore e lo zodiaco.

Ponte dei sospiri
Uno dei più caratteristici ponti di Venezia. Costruito da Antonio Contin (nipote di Antonio da Ponte costruttore del Ponte di Rialto) nel 1602, collega Palazzo Ducale alle Prigioni Nuove. Progettato pensile e completamente chiuso per garantire la massima sicurezza nel passaggio dei reclusi dalle prigioni agli uffici degli Inquisitori di Stato. Il nome deriva perché la tradizione vuole che i prigionieri, ai tempi della Serenissima Repubblica, sospirassero attraversandolo davanti alla prospettiva di vedere per l'ultima volta il mondo esterno. Le vecchie prigioni erano terribili, venivano chiamate “piombi” perché a diretto contatto con il tetto costruito proprio con il piombo (immaginate d’estate come poteva essere la temperatura all’interno delle prigioni). Oggi invece è considerato uno dei luoghi più romantici di Venezia, per questo viene anche chiamato il Ponte dell’Amore o il Ponte degli Innamorati. È ben visibile dal Ponte della Canonica e dal Ponte di Paglia, due punti dai quali si può fotografarlo in modo perfetto.

Ponte di Rialto
Il più antico e famoso dei quattro ponti del Canal Grande. Inizialmente fu pensato e costruito per unire le due sponde del Canal Grande con un ponte di barche. Successivamente nel 1264 fu rifatto su palafitte interamente in legno da Nicolò Barattieri. I notevoli costi di manutenzione del ponte in legno costrinsero la Repubblica ad indire un bando nel 1554 per la sua sostituzione con uno in pietra. Al bando parteciparono i più famosi architetti dell’epoca, tra cui Michelangelo, Palladio s Sansovino. Dopo diverse contestazioni il progetto venne assegnato all’ingegnere Veneziano Antonio da Ponte. L'opera, che tutt'oggi tutti ammirano, fu conclusa nel 1591. La struttura ospita 24 “Botteghe” distribuite nei due lati del ponte, le rampe per la salita e la discesa sono tre, una centrale larga 10m con ampi gradini suddivisi in gruppi di cinque e due rampe laterali larghe circa 3m. Da allora il ponte non ha mai avuto problemi di statica e gli unici lavori eseguiti sono solo di manutenzione dei rivestimenti in marmo.

Mercato di Rialto
Il più antico mercato di Venezia. Si compone di un mercato ortofrutticolo (erbaria) e di uno del pesce (pescaria). Situato nei pressi dell’omonimo Ponte di Rialto tra Campo de la Pescheria e Campo San Giacometo, l’ingresso è protetto da un porticato Gotico che immette direttamente nel campo dove si può notare il campanile e il grande orologio che segnava le ore dell’attività del mercato. Nelle immediate vicinanze si trova “la pietra del bando”, dove venivano annunciate a gran voce le leggi e le decisioni che lo Stato prendeva, soprattutto le sentenze capitali, accedendo da una piccola gradinata sorretta da una scultura di un uomo ricurvo, per questo ribattezzata dai Veneziani “Gobbo di Rialto”. Il mercato è Il cuore della gente Veneziana.

Gallerie dell'Accademia
La più grande collezione di Opere Veneziane e Venete al mondo. La Galleria dell'Accademia o l'Accademia delle Belle Arti, si trova all'interno della Scuola di Santa Maria della Carità, dell’omonima Chiesa e nel Monastero dei Canonici Lateranensi nel Sestiere di Dorsoduro ai piedi del Ponte dell'Accademia. Un tour di Arte Veneziana unico. Espone capolavori di Tiziano, Veronese, Canaletto, Bellini, Tintoretto, Giorgione e altri. Furono aperte nel 1817.

Galleria Giorgio Franchetti alla Cà d'Oro
La Ca' d'Oro è uno dei Palazzi più prestigiosi e meglio conservati di Venezia. È un’antica residenza nobile, fu realizzato nel 1442, su commissione del Procuratore di San Marco Marino Contarini, da Giovanni e Bartolomeo Bon in stile Gotico Veneziano. La facciata che costeggia il Canal Grande, un tempo, era ricoperta in oro da cui deriva il nome, ora bianca e rosa. Ubicato nel Sestiere Cannaregio, oggi il Palazzo ospita al suo interno la Galleria Franchetti con una preziosa raccolta di opere d'Arte del Franchetti, del Tiziano, del Giorgione e di altri artisti di spiccata fama.

Collezione Peggy Guggenheim
Un museo sul Canal Grande. La Peggy Guggenheim Collection è situata all'interno del Palazzo Venier dei Leoni, in quella che fu l'abitazione di Peggy Guggenheim. Il museo ospita al suo interno la sua collezione personale, ma anche opere di Picasso, Dalì, Kandinskij, Pollock, Boccioni e altri Artisti di fama internazionale.

Basilica San Giovanni e Paolo
Imponente ed elegante Chiesa Domenicana detta “San Zanipolo” dai Veneziani, seconda come grandezza solo alla Basilica di San Marco. Viene considerata il “Pantheon” di Venezia e al suo interno sono sepolti gli Antichi dogi di Venezia e altri importanti personaggi. Si erge nell'omonimo Campo, nel Sestiere Castello, condivide il Campo con la facciata Rinascimentale della Scuola San Marco e con la Statua del Capito Colleone. Secondo la leggenda le visioni dell’allora Doge Jacopo Tiepolo lo portarono a donare nel 1234 l’oratorio di San Daniele ai Frati Domenicani, presenti ormai da oltre 10 anni in città. I frati subito costruirono la Chiesa e la dedicarono ai martiri romani del IV secolo Giovanni e Paolo. Negli anni successivi la chiesa venne ampliata e ottenne la consacrazione solo nel 1430 e da allora si continuò ad abbellirla con numerosi dipinti, sculture, monumenti sepolcrali, fino al dominio Napoleonico che ne trafugò la maggior parte e la confraternita fu sciolta. Negli anni successivi, grazie alle donazioni delle famiglie di persone importanti sepolte all’interno di questa Chiesa, si riempi nuovamente di opere di ogni genere non lasciando nemmeno un centimetro libero.

Basilica dei Frari
La Basilica è detta comunemente “Basilica dei Frari" ed è dedicata all’Assunzione di Maria, è situata nell'omonimo Campo nel Sestiere San Polo. In stile Gotico Veneziano, è la terza Chiesa più grande di Venezia dopo la Basilica di San Marco e la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo. Venne completata nel 1443 e consacrata solo nel 1492 dall’Ordine Francescano dei Frati Minori, è la chiesa di Venezia con più opere d’arte al suo interno dopo la Basilica di San Marco. Al suo interno si trovano le spoglie del Canova e del Tiziano e si possono ammirare i capolavori come l’Assunta del Tiziano, la Madonna col Bambino e Santi del Bellini, la Madonna di Ca’ Pesaro sempre del Tiziano, una statua in legno di Giovan Battista del Donatello. La Basilica è un esempio di grande semplicità e bellezza dalle linee pure ed essenziali, con pianta a Croce Latina divisa in tre navate da 12 pilastri che sorreggono gli archi ogivali, collegati tra loro da tiranti in legno.

Basilica di Santa Maria Della Salute
Semplicemente detta "La Salute", fu costruita da Baldassare Longhena nel 1687 per ringraziare la Madonna, come la Basilica del Redentore, per aver fatto cessare una delle peggiori epidemie di peste che causò 80 mila morti a Venezia e 600 mila in tutta la Serenissima Repubblica tra il 1630 e il 1631. Da allora ogni anno il 21 novembre si celebra, ed ha una grande valenza per il popolo Veneziano, una spettacolare festa, la "Festa della Madonna della Salute", dove viene anche approntato un ponte galleggiante, per secoli fatto di barche, che collega la Basilica, eretta nell’area della Punta della Dogana alla fine del Canal Grande e in prossimità del Bacino di San Marco, alla riva di San Marco. La Basilica è a pianta ottagonale completamente rivestita di pietra d’Istria, coronata da due cupole e fiancheggiata da due campanili. L’interno è dir poco spettacolare, sei cappelle si innestano intorno allo spazio centrale coperto da un’alta cupola sorretta da otto enormi pilastri decorati con otto sculture. Negli otto lati della Basilica sono alloggiati la porta d’ingresso principale, tre altari a destra (della Natività, dell’Assunta e della presentazione della Vergine al Tempio), tre altari a sinistra (della Discesa, di Sant’Antonio e dell’Annunciazione di Maria) e l’altare maggiore fronte l’ingresso dove si sviluppa una imponente scultura di una Madonna con in braccio un bimbo a rappresentare la Salute che difende Venezia dalla peste.

Arsenale di Venezia
L'Arsenale di Venezia è un antico complesso di cantieri navali e officine, dove venivano costruite le navi della Serenissima. Fu il cuore dell'industria navale Veneziana, una potenza marinara che per secoli fu tra le più potenti al mondo. Situato nella parte nordorientale della città ne occupa quasi il 15% del territorio, al suo interno lavoravano fino a quasi 15.000 persone (Arsenalotti) nei momenti di piena attività produttiva. Il termine "Arsenale" deriva dall'Arabo daras-sina'ah "casa d'industria", poi passato al Veneziano Darzanà e con il passare del tempo in Arzanàl e Arsenal, da qui Arsenale. Darzanà invece è passato ad indicare il termine odierno della Darsena, cioè gli specchi d'acqua interni all'Arsenale. Nell’XI secolo fu progettato vicino Piazza San Marco e poi spostato nel Sestiere Castello tra le zone di San Pietro di Castello e la Parrocchia di San Giovanni in Bragora, per la disponibilità di un grande spazio acquatico in prossimità del bacino di San Marco (lago del monastero di San Daniele) sia perché nei pressi si trovava il punto di arrivo delle zattere che dai boschi del Cadore e del Montello, utilizzando le acque primaverili del fiume Piave, trasportavano a Venezia il legname necessario. L’ubicazione in quest’area condizionò notevolmente lo sviluppo della città, infatti, vennero costruite attorno alle mura dell’Arsenale le “case di pubblica ragione” per avere il personale il più velocemente reperibile. Carpentieri, fabbri, cordai, segatori e architetti nautici resero celebre l’Arsenale nel mondo creando quelle “Galee” (tipo di nave da guerra e da commercio spinto completamente dalla forza dei remi e talvolta dal vento, grazie anche alla presenza di alberi e vele) e le grandi “Galeazze” (è un tipo di galea esclusivamente da guerra, costruita dal XV secolo e usata principalmente nel Mar Mediterraneo a partire dal XVI secolo. Si differenziava per le maggiori dimensioni, il gran numero di artiglierie e la possibilità di effettuare il tiro laterale. Il rapporto tra lunghezza e larghezza era 6 a 1 o 5 a 1. Queste navi, utilizzate per la prima volta dai Veneziani di Sebastiano Venier nella battaglia di Lepanto, rappresentarono una sorta di ibrido tra la galea e il galeone e furono considerate per diversi anni un'unità fondamentale nelle flotte più potenti) che resero il Mediterraneo un mare familiare ai naviganti Veneziani. Nel XIV secolo la capacità produttiva era praticamente triplicata e venne realizzata la “Porta di Terra dell’Arsenale di Venezia”, il primo esempio di architettura rinascimentale in città. Venne costruito un reparto “nuovo” e addirittura uno “nuovissimo” per velocizzare ulteriormente la produttività, sempre più efficiente e simile ad una catena di montaggio, e contrastare la minaccia turca del XV secolo. Grazie alla propria organizzazione, l'arsenale di Venezia ha anticipato di alcuni secoli il concetto moderno di fabbrica, intesa come complesso produttivo in cui maestranze specializzate eseguono in successione le singole operazioni di assemblaggio di un manufatto, lungo una catena di montaggio e utilizzando componenti standard. Rappresenta l'esempio più importante di grande complesso produttivo a struttura accentrata dell'economia preindustriale. “Nel MCIV, quando le Venete Armi di Gloria avide e di conquista i Lidi della Siria occupavano, questo Arsenale ne ebbe principio”. Questa targa si trova ancora oggi nella cittadella dell’Arsenale.

Isola di Murano
L'Isola di Murano è famosissima per la lavorazione del vetro. Formata da sette isole collegate tra loro da ponti, è la più grande isola della Laguna dopo Venezia. Il vetro è la principale attività, dove si possono trovare tantissimi laboratori e botteghe e potrete ammirare come si esegue la soffiatura del vetro. Nell'isola è presente il museo del vetro con più di 4000 articoli.

Isola di Burano
L'Isola di Burano, è una delle isole più belle della laguna di Venezia (per me la più bella tra le isole), famosa per la produzione dei merletti e per le sue case colorate. La colorazione "viva" delle abitazioni era fatta dai marinai per poterle riconoscere durante i giorni di nebbia fitta. Essendo un'isola piccola la potete visitare in poche ore e merita davvero.

Isola di Torcello
L'Isola di Torcello, fu la più popolata della Repubblica di Venezia a causa delle invasioni degli Unni e dei Lombardi, la gente, della terra ferma, si rifugiava in quest'isola. Da ammirare la Basilica di Santa Maria Assunta la più antica della Laguna e il Trono di Attila. La leggenda narra che fu il trono del Re degli Unni.

Canal Grande
Meraviglia di tutta Italia, chiamato "Il Canalasso" da noi Veneziani, divide in due la città disegnando una "S" rovesciata. Lungo circa 3800m, con una larghezza che varia da 30m a 70m e una profondità media di circa 5m, avendo come estremi l’innesto del Ponte della Libertà da una parte e il Bacino di San Marco dall’altra. Imponente e spettacolare, affiancato lungo tutto il suo percorso da meravigliosi palazzi di ogni epoca e stile che testimoniano la grandezza raggiunta dalla Repubblica di Venezia. E' attraversato da 4 ponti: Ponte di Rialto, Ponte dell'Accademia, Ponte degli Scalzi e l'ultimo costruto, Ponte della Costituzione detto Ponte di Calatrava. Si consiglia di percorrerlo a bordo di un vaporetto, salendo alla fermata della Stazione Ferroviaria Santa Lucia fino alla Fermata San Marco, oppure salendo in Gondola per ammirare ancora più intensamente "Il Canalasso" e Venezia.




